Quattro marchi cinesi valgono quasi l’80% della crescita del mercato

Da gennaio ad agosto 2026 il mercato italiano dell’auto nuova ha immatricolato 88.835 vetture in più dello stesso periodo del 2025. Circa 70.000 le hanno portate quattro marchi cinesi.

Sommati, i loro numeri nella tabella per marca di UNRAE passano dal 5,5% all’11,3% del mercato in un anno. Tutti gli altri marchi insieme crescono di circa il 2%. Ad agosto il totale è salito di 2.121 auto e quei quattro marchi di 4.553: senza di loro il mese avrebbe chiuso in calo.

Quasi un cliente su due è pronto a guardare altrove. In una ricerca di giugno 2026 su quasi 4.000 clienti del nuovo, il 47% si dice aperto a valutare un marchio nuovo, attratto soprattutto dal prezzo (71%) e dall’innovazione (52%). Fra chi ha comprato un marchio nuovo, il 64% è entrato in concessionaria senza aver deciso marca e modello.

Fra i freni all’acquisto, il 59% indica la credibilità del marchio. E la credibilità passa dalla rete: l’85% dei clienti dei marchi nuovi ritiene importante che il marchio sia rappresentato da concessionari affidabili e riconosciuti. Il 74% si sente cliente della concessionaria, più di quanti si identificano col marchio.

Se la crescita continua ad arrivare quasi tutta dai marchi cinesi, allora nei prossimi 12-24 mesi una parte dei volumi si deciderà in salone, davanti a un cliente che entra ancora indeciso. Per i marchi storici conterà quanto la rete sa trattenere chi ha già. Per quelli nuovi, quanto in fretta trovano concessionari che il cliente riconosce.

Nella tua rete, quanti contratti dell’ultimo trimestre vengono da clienti che prima guidavano un altro marchio?

Quattro acquirenti su cento guardano da dove viene il marchio
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