Nel Regno Unito il 40% delle telefonate a un reparto assistenza non trova risposta e finisce in segreteria, stima un fornitore britannico di IA per le concessionarie.
Il reparto non ha il tempo di richiamare tutti. Per questo molte concessionarie hanno provato un voicebot: risponde subito, di giorno e di notte.
Poi il cliente fa le domande vere. Dov’è la mia auto? È pronta? Voglio prenotare un tagliando, quanto costa? Avete un’auto di cortesia? Se il voicebot non vede l’informazione, dice che gli dispiace, che non lo sa e che farà richiamare qualcuno. Per il cliente è la segreteria, con una voce più gentile.
Secondo lo stesso fornitore il punto critico sta nell’accesso alle informazioni, più che nella qualità della voce. La tecnologia migliorerà e saprà fare di più, ma deve arrivare al dato: agenda dell’officina, stato dei lavori, listino, disponibilità delle auto di cortesia.
È l’opinione di un fornitore e va letta come tale. Può servire da lista di controllo per una rete: prima di attivare un assistente, quali dati del reparto legge davvero, e con quale aggiornamento? Il numero di telefonate risolte dipende da quello, più che dalla qualità della voce.
Prima della voce, quindi, si sceglie il voicebot che può leggere i dati: l’agenda dell’officina, lo stato dei lavori, il listino, le auto di cortesia.



