Il video MPI arriva al 95% degli ordini di lavoro quando smette di essere un’iniziativa e diventa una riga dell’ordine, da completare anche se non porterà un euro.
Lo dice il responsabile post-vendita di due concessionarie, con trent’anni di esperienza nel settore. Ottiene il 95% da circa otto mesi, cioè da quando è arrivato. Una responsabile di un’altra azienda dichiara il 90%.
La formulazione che usa è contrattuale, e lascia fuori la motivazione: fa parte dell’accordo di lavoro. Se una riga sta sull’ordine, va completata, che incassi o no. Dopo un po’ diventa un’abitudine e la domanda non si pone più.
Il consenso l’ha costruito spiegando cosa è il video e cosa non è. Una voce fuori campo di tre o quattro minuti che mostra le cose, non un filmato da editare e produrre.
Sul risultato i due reparti coincidono: la percentuale di clienti che apre il video è del 75% in entrambi. Il 95% e il 90% descrivono quanto spesso il video viene girato, e l’apertura misura quanto spesso il cliente lo guarda.
Sono numeri dichiarati dagli operatori. Quello che puoi verificare in casa tua è semplice: quali righe dell’ordine di lavoro restano facoltative soltanto perché nessuno le ha definite come obbligatorie?
Una riga scritta come obbligatoria, dopo qualche mese, smette di essere una discussione e diventa un’abitudine.



