Quanti dei tuoi clienti ti hanno trovato chiedendo a un’IA invece che a Google? Se la risposta è “non lo so”, hai un problema che cresce ogni mese.
Un dato per inquadrarlo: circa il 30% di chi compra auto usa già un’IA generativa nel percorso d’acquisto. Nel resto dell’economia siamo al 5%. L’automotive corre più veloce della media.
E qui cambia tutto. Su Google una ricerca senza clic oggi capita il 65% delle volte. Su ChatGPT siamo all’82%. Su Perplexity al 93%. Significa che nella stragrande maggioranza dei casi l’utente legge la risposta dell’IA e resta lì, senza visitare alcun sito e senza scorrere oltre.
C’è una sola risposta. O sei tu, o non esisti.
Quella risposta l’IA la costruisce aggregando 150-250 fonti diverse per ogni ricerca automotive, e la personalizza per ogni utente. Il primo posto si conquista solo guadagnandolo: recensioni ricche di testo, schede veicolo pulite, dati coerenti su ogni piattaforma sono ciò che dà all’IA un motivo per citarti.
Un avvertimento sul futuro prossimo. Gli annunci dentro le risposte IA stanno arrivando, ma il 63% degli adulti dichiara di fidarsi meno di un’IA che mostra pubblicità. Il terreno che conta resta quello guadagnato.
Tra dodici mesi la prima domanda di un cliente non sarà più a Google o al venditore. Sarà già stata fatta a una macchina.
Tu, in quella risposta, ci sei?
