Sull’usato il margine è il volume, e il volume si gestisce ogni giorno

Quattro giorni e mezzo. È il tempo che una delle concessionarie usato più in crescita in Italia impiega a portare un’auto appena ritirata fino allo stato di pronta sul piazzale. Le sedi più lente dello stesso gruppo stanno a sei o sette giorni.

Sembra un dettaglio da officina. È la leva su cui quel gruppo costruisce la crescita.

La regola che ripetono è una sola: il volume è il margine. Un’auto ferma perde floorplan (costa interessi sul finanziamento dello stock) ogni giorno che passa e si allontana dal prezzo a cui il mercato la comprerebbe adesso.

Da qui la seconda disciplina, quella che fa male: gestire lo stock giorno per giorno e scaricare in fretta le vetture che non rientrano negli standard. Ogni mese ne mandano decine all’ingrosso. Quando i valori di mercato si muovono, l’auto li segue, senza aspettare.

E la frase che dovrebbe stare appesa in ogni ufficio acquisti: dopo quarantacinque giorni sul piazzale la perdita è già scritta. Meglio prendersela lì, sul piazzale, che portarla all’asta più avanti quando la perdita sarà più grande.

Un foglio con tre colori, verde arancione rosso, dice a ogni responsabile quali auto sono in ritardo sul percorso. Nessun software esotico: un processo misurato e corretto ogni venerdì.

Quanti giorni passano, da te, tra il ritiro di un usato e la sua prima foto online?

Sull'usato il margine è il volume, e il volume si gestisce ogni giorno

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