Il tuo asset più costoso viene valutato a metri quadri

Il piazzale è il bene più costoso che una concessionaria possiede, e si valuta con le misure più grezze che esistano: quanti metri quadri, quante auto ci stanno.

Su ogni metro quadro convivono due anime in conflitto una con l’altra. Il piazzale premia la densità. La vetrina premia la visibilità e la possibilità di portare il cliente diritto all’auto che ha chiesto. Lo spazio dato a uno è tolto all’altra, e quasi sempre la scelta avviene senza che nessuno scelga.

Finché lo stock era poco la tensione restava invisibile. Sul mercato il nuovo a terra è cresciuto del 13% in un anno, con giorni di giacenza sopra i 75 che il settore considera l’equilibrio. Ogni unità in più viene messa nel piazzale invece che nella vetrina del salone.

Il costo di quella scelta non compare in nessuna riga del conto economico. È il piazzalista che brucia mezz’ora a estrarre un’auto parcheggiata tre file dietro mentre il cliente guarda il telefono. È la prima fila occupata dalle vetture in eccedenza la settimana della bisarca, così l’affaccio migliore mostra lamiera invece di merce.

Il costo di mantenimento matura allo stesso ritmo sull’auto sepolta e su quella in vetrina, ma nessuno lo riconduce alla disposizione del piazzale: passa per costo ordinario.

Quando lo spazio finisce, la decisione diventa una questione di superficie e si valuta a costo per posto. Lo stesso titolare che discute ogni punto base sul finanziamento dello stock firma la nuova disposizione su un foglio di calcolo per posto auto. Una scelta che si fa una volta sola.

Quanti minuti passano, oggi, tra il momento in cui un cliente chiede di un’auto e il momento in cui ci sta davanti?

Il tuo asset più costoso viene valutato a quante auto ci stanno

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