Entra per un tagliando. Il sistema sa già che è un’auto da comprare.

Due. Tante erano le rate residue sul leasing di un cliente entrato in officina solo per un tagliando. Lui non lo sapeva. Il responsabile usato nemmeno. Il gestionale sì.

Su quel modello, in quel mercato, quella concessionaria fa in media 3.000 euro di margine sulla vendita e 2.000 sul finanziamento. Il cliente è fedele, risponde subito ed è abituato a essere contattato dal dealer. Sommati, questi dati dicono che è prima di tutto un’auto da acquisire, più che un tagliando da fare.

Nessun reparto, da solo, vede tutto questo. Lo storico è nel DMS, il valore di mercato in un altro strumento, le preferenze di contatto nel CRM. Un’IA collegata a un solo silo risponde “l’auto è in officina”. Troppo poco per agire.

Qui sta il salto di fase. Un agente che gira ogni notte sull’intero stock segnala da solo le 5 o 10 auto fuori prezzo rispetto al mercato, e il responsabile smette di passare a mano 150 vetture. Lo stesso vale in officina, quando i dati vivono in un unico posto.

Un fornitore DMS lo riassume così: la migliore IA arriva al massimo dove arriva la migliore persona. Se una cosa la sa fare un bravo addetto, l’IA la scala su tutti; se nessuno gliela può insegnare, neanche l’IA la esegue.

Il costo di tenere i dati separati cresce ogni mese. Ogni segnale che l’IA non riesce a vedere è una vendita che non parte.

Quanti dei clienti in officina oggi sono auto che vorresti ricomprare? Il tuo sistema te lo sta già dicendo?

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