Qualche mese fa parlavo con il BDC manager di una grossa concessionaria del nord est. Aveva scelto un fornitore di voicebot tre mesi prima. Prodotto buono, prezzo onesto, integrazione con il CRM limitata ma efficace. Funzionava.
Poi una mail. Il fornitore era stato acquisito, il prodotto veniva dismesso: “entro tre settimane”. Questo rendeva necessaria la migrazione di tutte le integrazioni, dei flussi conversazionali tarati sul loro modo di lavorare, delo storico delle conversazioni e rendeva urgente la scelta del nuovo fornitore, con un budget non previsto e il team interno da riformare.
Quando la persona mi ha raccontato la storia, mi ha detto una cosa che ricordo bene: “guardavo il prodotto, non guardavo l’azienda”.
Le previsioni del settore vanno tutte nella stessa direzione. Entro tre anni i fornitori AI per l’automotive si consolideranno. Molte delle startup che oggi vendono soluzioni saranno acquisite, fuse o chiuse. È già successo nel mercato del CRM vent’anni fa. Sta succedendo qui adesso.
Il punto per chi sta scegliendo oggi non è quale prodotto compri. È chi ci sarà ancora tra tre anni a tenerlo in piedi.
Le domande da fare al fornitore prima di firmare sono noiose ma decisive. Da quanto siete sul mercato? Quanti dipendenti? Chi vi finanzia e quanta cassa avete davanti? Se vi acquisiscono o chiudete, come faccio a portare via i miei dati e i miei flussi?
Se il fornitore non sa rispondere, o se la risposta è vaga, una migrazione tra due anni è probabile.
Voi avete fatto queste domande al vostro fornitore?
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Dal quattordicesimo capitolo del libro: “Intelligenza artificiale in concessionaria”.
