Sette venditori su dieci dell’organico non sono arrivati da un annuncio di lavoro. Sono arrivati guardando i video della concessionaria.
Il responsabile vendite di una concessionaria pubblica contenuti quotidiani: due o tre al giorno, sulla propria pagina personale e non su quella aziendale, sostenuti da investimento pubblicitario. Quindicimila persone seguono le sue pagine.
I numeri del canale sono misurabili. Circa cinquecento contatti al mese arrivano dalle campagne a pagamento, ai quali se ne sommano da cento a duecento dai messaggi diretti organici. Il mese migliore si chiude con settanta auto nuove e novanta usate.
Il dato che interessa chi gestisce il personale è un altro: tra il 60% e il 70% dei venditori in forza è stato reclutato attraverso i social. Il contenuto fa reclutamento mentre vende, senza costo aggiuntivo.
La logica sta nel ribaltamento del flusso. L’annuncio tradizionale pesca tra chi cerca lavoro in quel momento. Il contenuto quotidiano raggiunge anche chi lavora altrove e non sta cercando nulla, fino al giorno in cui decide di scrivere in privato. Trovare venditori preparati è più difficile che trovare clienti, pescare dal bacino passivo cambia quantità e qualità dei profili disponibili.
Il curriculum cartaceo sta perdendo la partita con quello che pubblichi ogni giorno: quello che un venditore sa fare si vede prima in trenta secondi di video che in una pagina di testo.
Quale dei tuoi migliori venditori sarebbe credibile davanti a una telecamera ogni giorno?



