In una concessionaria pugliese un cliente che nessuna banca voleva finanziare è uscito con l’auto e un tasso a una sola cifra.
Sulla carta era il profilo che i sistemi di credito scartano in automatico. Quattro mesi nel posto di lavoro attuale, una grande azienda di commercio online. Una carta di credito, un’auto da trentantaduemila euro, tremila di anticipo. Troppa poca storia, impiego troppo recente: fuori.
Le banche tradizionali, dopo decine di pratiche al mese, diventano prevedibili. Cercano gli stessi segnali e ricordano l’ultimo prestito andato male su un cliente simile.
Il finanziatore che ha approvato la pratica lavora in modo diverso. È un algoritmo, non ha una persona dall’altra parte e non conserva memoria del cliente che il mese prima non ha pagato le rate. Legge segnali diversi e dice sì a profili che gli altri rifiutano, spesso a un tasso più basso.
Qui sta la leva commerciale. Il cliente arriva già passato da un paio di concessionarie, con in tasca un preventivo a tasso alto. Un tasso più basso, messo insieme ai prodotti finanziari e assicurativi, produce una rata sostenibile anche con la garanzia e la protezione a bordo. Il margine del reparto F&I (Finanza e Assicurazioni) non si tocca, e la pratica si chiude.
In quella concessionaria un finanziatore così è già il primo per volumi, subito dopo la finanziaria della casa.
Quante delle tue pratiche “non finanziabili” hai provato a mandare a un sistema che ragiona in modo diverso dalla tua banca?
