Nel 2024 Gartner aveva previsto un calo del 25% nelle ricerche sui motori tradizionali entro il 2026, sostituiti da chatbot e agenti AI. I dati del 2025-2026 confermano la traiettoria, e nell’automotive il declino è più pronunciato del previsto.
Vuol dire che una fetta crescente dei clienti che cercano un’auto non passa più da Google. Chiede a ChatGPT, a Gemini, a Perplexity. E questi sistemi rispondono pescando da fonti che leggono in modo diverso da come le legge un crawler tradizionale.
Qui nasce la Generative Engine Optimization. Non si tratta di rinominare la vecchia SEO: cambia proprio il modo di scrivere e strutturare i contenuti perché un LLM possa citarli.
Tre differenze concrete.
- Sulla struttura, i motori generativi premiano contenuti con risposte chiare e autocontenute. Una scheda veicolo che risponde direttamente a “questo modello ha il gancio traino?” funziona meglio di una scheda riempita di tag.
- Sull’autorità della fonte, gli LLM tendono a citare siti che vengono già citati altrove. Portali, recensioni strutturate, contenuti ripresi da terzi contano più di prima.
- Sui dati strutturati, schema.org per veicoli, prezzi, disponibilità e recensioni rende il sito leggibile da un agente AI che cerca informazioni per il cliente.
La maggior parte dei siti dei dealer italiani oggi non è attrezzata su nessuno di questi tre fronti.
Il traffico organico fra 18 mesi avrà una composizione diversa. I siti devono essere pronti prima, non dopo.
State guardando come arriva il traffico al vostro sito, o solo quanto?
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