Il direttore post-vendita di una grossa concessionaria, con circa 30 postazioni di lavoro in officina, ha messo in servizio un robot che porta i ricambi ai tecnici. L’informazione più utile, però, gliel’ha data la decisione di spostare tre persone.
Ha tolto tre addetti dal banco ricambi e li ha mandati in officina. Da lì hanno visto quello che dal banco non si vedeva: per far arrivare un ricambio al tecnico servivano circa 30 minuti.
Il tempo si perdeva nel tragitto. Il tecnico lascia il ponte, va al magazzino, aspetta, a volte si ferma a parlare al banco, poi torna. Nessuno lo registrava come una perdita, perché nessuno lo guardava.
Adesso i robot mappano l’officina e portano i pezzi fino alla postazione, e i tre addetti lavorano in magazzino. I ricambi passano dal molo di carico al magazzino e ai tecnici più in fretta di quanto succedesse prima. Il direttore stima un risparmio di 30-45 minuti per tecnico: è una sua stima, non una misura.
Il robot si è fermato dopo circa un mese, sommerso dai dati da elaborare. I limiti sono stati superati strada facendo, e il prossimo passo è un robot che lavori dentro il magazzino.
In questa storia il robot conta meno del processo che ha fatto venire a galla. Tre persone spostate di pochi metri hanno visto un problema che nessuno misurava.
Ogni viaggio dal ponte al magazzino è tempo pagato che nessuno registra, finché qualcuno non va a guardare da vicino.



