312 auto al mese comprate dai privati in un paese di 2.700 abitanti

Il titolare di una concessionaria americana compra 312 auto al mese dai privati. Il paese in cui opera ha 2.700 abitanti. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 1.000.

Dietro quel numero c’è un reparto costruito come un’azienda a sé. Quaranta persone dedicate alla sola acquisizione, senza doppi ruoli con la vendita. Il profilo d’assunzione è preciso: poco ego, a suo agio con i dati, voglia di imparare. L’aspettativa è scritta nero su bianco: 25 auto comprate entro i primi tre mesi, o il posto passa a un altro.

Ogni attività è misurata come in un BDC: chiamate in uscita, contatti, offerte, appuntamenti fissati e presentati. E il titolare passa in quel reparto un quarto del suo tempo. Il dettaglio pesa più di quanto sembri: un consulente che ha seguito centinaia di aperture di reparti acquisizione racconta che nei casi in cui il titolare ha delegato tutto e si è fatto da parte, il reparto non ha funzionato.

Poi c’è la parte che il cliente vede. L’offerta fatta online viene onorata in sede, sempre: i mistery del settore dicono che circa un dealer su tre la ritratta davanti all’auto. Qui la pratica si prepara la sera prima, con una videochiamata sull’auto prima dell’arrivo, e l’assegno viene emesso senza aspettare i documenti del passaggio. Una cliente ha cronometrato la consegna: dentro e fuori in 9 minuti e 30, assegno in mano.

Il risultato: meno dell’1% dello stock supera i 45 giorni, un dato incredibile per quei volumi.

L’acquisizione dai privati regge a una condizione: una squadra solo sua, numeri in vista e il titolare dentro il reparto.

Quante auto ha comprato dai privati la tua squadra il mese scorso?

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