A volte non serve una tecnologia rivoluzionaria per far crollare un mercato. Basta rendere visibile ciò che tutti, sotto sotto, sapevano già ma fingevano di ignorare.
Un semplice file di testo ha avuto questo effetto. Non perché fosse geniale, né perché introducesse qualcosa di tecnicamente innovativo. Ma perché ha reso evidente un problema strutturale del mondo del software: il modello di prezzo per-utente non è più compatibile con un mondo guidato da agenti AI.
Il punto chiave non è il prodotto. È il prezzo. O meglio, l’assunto economico che lo sostiene. Per due decenni abbiamo pagato il software in base al numero di persone che lo usavano. Una metrica comoda, intuitiva, perfetta per un’epoca in cui il lavoro era limitato dalla capacità umana. Oggi quel collo di bottiglia sta scomparendo.
Se un agente AI può svolgere il lavoro di dieci persone senza bisogno di dieci accessi, il fatturato non scende in modo incrementale. Evapora. Ed è esattamente questo che i mercati hanno iniziato a prezzare.
Qui entra in gioco una distinzione che molti faticano ancora a fare: utilità del prodotto e validità del modello di business non sono la stessa cosa. Un software può essere indispensabile e allo stesso tempo non difendibile dal punto di vista del pricing. È già successo ad altri settori. Il contenuto è sopravvissuto. Il modello di accesso no.
Nel mondo reale, questa dinamica si manifesta in modo ancora più crudo. L’AI è diventata un’arma di negoziazione. Anche quando non è pienamente implementata, cambia il tavolo della trattativa. Se il cliente sa che i tuoi costi marginali stanno scendendo, il prezzo basato sulle ore uomo diventa indifendibile. Non serve dimostrare che l’AI fa tutto meglio. Basta che esista.
C’è poi un secondo fronte, spesso sottovalutato: il costo di produzione del software sta tendendo allo zero. Con agenti capaci di generare codice, testarlo e iterarlo a una velocità non umana, la domanda diventa scomoda ma inevitabile: perché pagare piattaforme generaliste quando puoi costruire strumenti su misura in tempi ridicoli?
Cosa resta difendibile, allora? Due cose. I dati proprietari, che restano il carburante degli agenti. E la responsabilità. Le grandi organizzazioni non comprano solo funzionalità, ma la certezza che qualcuno risponda quando qualcosa va storto. Quel “collo da stringere” ha ancora valore.
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