Quando hai aperto il sito della tua concessionaria per l’ultima volta dalla rete del telefono, magari dal piazzale, con due tacche di segnale?
Dal WiFi dell’ufficio, in fibra, il sito vola. Il cliente, però, non lo vedrà mai da lì: il 70% delle visite arriva dal telefono, spesso con una connessione debole. Tre secondi di pagina bianca e quella visita, già pagata con il budget pubblicitario, se ne va.
Nel settore questa è la norma: il sito dealer medio segna 26 su 100 nel punteggio pubblico con cui Google misura la velocità, e sotto i 50 sei più lento del 70% di internet. L’automotive occupa il fondo della classifica del web.
La causa tipica ha poco di tecnologico: 15 moduli di tracciamento e 6 account di analisi e pubblicità, accumulati in anni di fornitori diversi, che rallentano ogni caricamento.
Tradotto in vendita: ogni pagina lenta equivale a far squillare il telefono sei volte davanti a un lead già pagato, prima che qualcuno risponda.
Il rimedio si misura. Una concessionaria americana da 17 sedi, dopo il passaggio a un sito veloce, ha registrato un +8% di conversione dei lead dal sito in un anno.
La velocità è l’unica metrica che è anche una sensazione: il cliente la sente a ogni tocco, prima ancora che qualcuno la misuri. E decide in silenzio.
Il test costa zero: telefono in mano, rete mobile, cronometro. Quanti secondi passano prima che compaia la tua vetrina dell’usato?
