In alcune concessionarie c’è un’abitudine che si vede di rado: il dipendente che segnala un’auto poi acquistata dalla concessionaria incassa un compenso, tra 250 e 1.000 euro a veicolo.
La logica sta in un dettaglio: la cerchia. L’accettatore sa che il vicino vende la berlina tagliandata sempre nella stessa officina. L’amministrativa conosce l’utilitaria del cognato, un proprietario solo e chilometri veri. Auto con una storia manutentiva nota, che il mercato ancora non vede, e che vedrà con meno informazioni.
Il confronto va fatto con l’alternativa concreta, l’asta: trasporto da pagare, commissioni d’acquisto, e un ricondizionamento che scopri per intero solo quando il mezzo è già in casa. La segnalazione interna parte con la storia del veicolo in mano: il compenso al dipendente costa meno di quel pacchetto di incognite, e il ritorno resta positivo proprio quando la storia è verificabile.
Il compenso trasforma la buona volontà in processo: la segnalazione ha un prezzo noto e il canale smette di dipendere dall’umore del singolo.
Ogni dipendente è una rete di parenti, vicini e colleghi che prima o poi un’auto la vendono. Il canale esiste già, gratis: il compenso serve solo ad accenderlo.
Quante auto con storia nota sono passate quest’anno nella cerchia dei tuoi dipendenti, senza che nessuno in azienda lo sapesse?
